Da tempo l'associazione BADhOLE Video stava raccogliendo fondi per produrre una serie web con protagoniste delle lesbiche, "una commedia sulla chimica delle relazioni tra donne che parla di amore, lavoro, diritti e nuove famiglie".
Adesso online è possibile vedere la prima puntata, quasi 10 minuti in cui c'è la presentazione delle protagoniste e poco più; tuttavia le potenzialità ci sono e l'augurio è che i prossimi episodi siano un po' più lunghi e strutturati.
Qui potete vedere l'intervista di presentazione della serie con le autrici.
venerdì 26 aprile 2013
mercoledì 13 marzo 2013
Coppie gay e matrimoni nei fumetti di supereroi [aggiornato]
Da quando sono stati resi legali i matrimoni omosessuali in alcuni stati del mondo se ne sono visti gli effetti anche nei fumetti mainstream, specialmente quelli americani (di solito più veloci, più pronti e più aperti a recepire i riflessi dell'attualità).
Io non leggo molto i fumetti di supereroi, ma a volte mi capita di avere suggerimenti per quanto riguarda cicli particolari che possono essere interessanti per il loro contenuto; il mio ultimo acquisto è stato un volume di X-men Deluxe dedicato a "Il matrimonio dell'anno": ovvero quello tra Northstar, supereroe canadese, e il "semplice umano" Kyle Jinadu.
Northstar è stato uno dei primi personaggi abbastanza importanti all'interno della Marvel a fare coming out come gay in un albo del lontano 1992 - e all'epoca ricordo che fece parecchio rumore anche al di fuori delle comunità degli specialisti di fumetti.
Parallelamente la DC (non so se prima o dopo della Marvel) mette in cantiere anche lei un (possibile) matrimonio tra Batwoman e la sua fidanzata (da lungo tempo) Maggie Sawyer, commissario di polizia.
Da tempo in realtà nei fumetti di supereroi compaiono personaggi gay, magari laterali, magari non approfonditi, ma che comunque con la loro presenza segnalano un cambiamento lento ma costante nella visione che ha la società (occidentale) degli omosessuali. Una raccolta di questi personaggi si può sfogliare ad esempio nella pagina Wiki della Marvel, qui.
Nella voce di Wikipedia su "LGBT themes in comics" si può trovare una bella panoramica sulla storia della presenza dei gay nei fumetti, che nei comics statunitensi mainstream inizia ad essere rilevante a partire dagli anni '90, anche perché fino al 1989 era proibito parlarne dal Comics Code Authority a cui dovevano aderire le case editrici degli USA.
Una certa eco ha avuto quella che è stata definita "la prima coppia gay dichiarata" in un fumetto mainstream, ovvero Midnighter (una specie di Batman) e Apollo (una specie di di Superman), due supereroi del gruppo The Authority, ideato a fine anni '90 da Warren Ellis e pubblicato dapprima nella linea Wildstorm, poi assorbita dalla DC comics (qui trovate un simpatico Tumbrl dedicato alla coppia).
Se non ho capito male è la Marvel che si è interessata maggiormente a sviluppare dei personaggi gay con più convinzione e credibilità - almeno questo è quello che sembra leggendo un articolo come questo, dove viene presa in giro la DC per la grande pubblicità fatta l'anno scorso al supereroe Green Lantern (ri)presentato come gay (non è quello ufficiale ma quello di Terra-2 - che credo sia una Terra parallela dei tanti mondi alternativi che saltano fuori spesso nei fumetti di questo tipo).
Leggendo quest'altro articolo che parla dei "7 più grandi momenti gay della storia della Marvel" scopro che anche nella collana dei "Giovani Vendicatori" (rivolta a un pubblico appunto più giovanile) c'era una coppia gay, Hulking e Wiccan (prima Asgardian); questa serie risale al 2005.
Non c'entra molto con l'argomento "supereroi gay" ma volevo segnalare una notizia che sta facendo abbastanza discutere tra i fan di Superman e gli attivisti per i diritti gay: la DC Comics ha assunto uno scrittore omofobo - Orson Scott Card - per scrivere una collana digitale di Superman; addirittura il disegnatore Chris Sprouse, che avrebbe dovuto partecipare al progetto, si è tirato indietro a causa della presenza di questo attivista omofobo; se leggete l'articolo linkato per primo vedrete che l'attività omofoba di questo scrittore è di tutto rilievo: se la DC avesse assunto uno sceneggiatore apertamente razzista o misogino (tanto da scrivere saggi e parlarne pubblicamente) non ci sarebbero state proteste anche molto più veementi di quelle degli attivisti gay?
Tornando all'albo n. 215 di X-men Deluxe questo contiene un gruppo di storie degli X-men (di cui adesso Northstar fa parte) in cui oltre alle solite lotte con nemici vari si racconta allo stesso tempo la preparazione al matrimonio tra Jean-Paul Beaubier (vero nome di Northstar) e il suo addetto stampa Kyle Jinadu. Questo ciclo di storie sono scritte da una donna, Marjorie Liu (cosa che ha attirato tra le altre la mia attenzione, dato che non sono molte le sceneggiatrici nel mondo del fumetto, specie se con supereroi).
A mio parere la Liu riesce a bilanciare bene la parte sentimentale tra i due protagonisti (le discussioni, i dubbi, la dichiarazione, la paura) e la storyline del resto del gruppo degli X-men, i loro amici, che li supportano e li difendono allo stesso tempo dalle minacce che ci sono in questa storia. Ottimo anche l'uso dei flashback, che ci portano dentro il cuore dell'azione a inizio storia, e molto belle le scene di intimità tra Northstar e il suo compagno, le ho trovate naturali e ben scritte.
Anche chi non conosce bene le vicende di questo gruppo può apprezzare questo volume: nel frontespizio all'inizio delle storia c'è una una breve presentazione dei vari protagonisti, oltre alla prefazione di Marco Rizzo.
Leggendo invece la postfazione a fine albo vengo a sapere che l'eroina vietnamita Karma (Xi'an "Shan" Coy Manh), protagonista di una delle storie, è lesbica; tanto per ribadire come nella Marvel ultimamente non abbiano problemi a presentare personaggi omosessuali: chapeau!
Io non leggo molto i fumetti di supereroi, ma a volte mi capita di avere suggerimenti per quanto riguarda cicli particolari che possono essere interessanti per il loro contenuto; il mio ultimo acquisto è stato un volume di X-men Deluxe dedicato a "Il matrimonio dell'anno": ovvero quello tra Northstar, supereroe canadese, e il "semplice umano" Kyle Jinadu.
Northstar è stato uno dei primi personaggi abbastanza importanti all'interno della Marvel a fare coming out come gay in un albo del lontano 1992 - e all'epoca ricordo che fece parecchio rumore anche al di fuori delle comunità degli specialisti di fumetti.
Parallelamente la DC (non so se prima o dopo della Marvel) mette in cantiere anche lei un (possibile) matrimonio tra Batwoman e la sua fidanzata (da lungo tempo) Maggie Sawyer, commissario di polizia.
Da tempo in realtà nei fumetti di supereroi compaiono personaggi gay, magari laterali, magari non approfonditi, ma che comunque con la loro presenza segnalano un cambiamento lento ma costante nella visione che ha la società (occidentale) degli omosessuali. Una raccolta di questi personaggi si può sfogliare ad esempio nella pagina Wiki della Marvel, qui.
Nella voce di Wikipedia su "LGBT themes in comics" si può trovare una bella panoramica sulla storia della presenza dei gay nei fumetti, che nei comics statunitensi mainstream inizia ad essere rilevante a partire dagli anni '90, anche perché fino al 1989 era proibito parlarne dal Comics Code Authority a cui dovevano aderire le case editrici degli USA.
Una certa eco ha avuto quella che è stata definita "la prima coppia gay dichiarata" in un fumetto mainstream, ovvero Midnighter (una specie di Batman) e Apollo (una specie di di Superman), due supereroi del gruppo The Authority, ideato a fine anni '90 da Warren Ellis e pubblicato dapprima nella linea Wildstorm, poi assorbita dalla DC comics (qui trovate un simpatico Tumbrl dedicato alla coppia).
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| ©Marvel comics - Panini comics |
Leggendo quest'altro articolo che parla dei "7 più grandi momenti gay della storia della Marvel" scopro che anche nella collana dei "Giovani Vendicatori" (rivolta a un pubblico appunto più giovanile) c'era una coppia gay, Hulking e Wiccan (prima Asgardian); questa serie risale al 2005.
Non c'entra molto con l'argomento "supereroi gay" ma volevo segnalare una notizia che sta facendo abbastanza discutere tra i fan di Superman e gli attivisti per i diritti gay: la DC Comics ha assunto uno scrittore omofobo - Orson Scott Card - per scrivere una collana digitale di Superman; addirittura il disegnatore Chris Sprouse, che avrebbe dovuto partecipare al progetto, si è tirato indietro a causa della presenza di questo attivista omofobo; se leggete l'articolo linkato per primo vedrete che l'attività omofoba di questo scrittore è di tutto rilievo: se la DC avesse assunto uno sceneggiatore apertamente razzista o misogino (tanto da scrivere saggi e parlarne pubblicamente) non ci sarebbero state proteste anche molto più veementi di quelle degli attivisti gay?
Tornando all'albo n. 215 di X-men Deluxe questo contiene un gruppo di storie degli X-men (di cui adesso Northstar fa parte) in cui oltre alle solite lotte con nemici vari si racconta allo stesso tempo la preparazione al matrimonio tra Jean-Paul Beaubier (vero nome di Northstar) e il suo addetto stampa Kyle Jinadu. Questo ciclo di storie sono scritte da una donna, Marjorie Liu (cosa che ha attirato tra le altre la mia attenzione, dato che non sono molte le sceneggiatrici nel mondo del fumetto, specie se con supereroi).
A mio parere la Liu riesce a bilanciare bene la parte sentimentale tra i due protagonisti (le discussioni, i dubbi, la dichiarazione, la paura) e la storyline del resto del gruppo degli X-men, i loro amici, che li supportano e li difendono allo stesso tempo dalle minacce che ci sono in questa storia. Ottimo anche l'uso dei flashback, che ci portano dentro il cuore dell'azione a inizio storia, e molto belle le scene di intimità tra Northstar e il suo compagno, le ho trovate naturali e ben scritte.
Anche chi non conosce bene le vicende di questo gruppo può apprezzare questo volume: nel frontespizio all'inizio delle storia c'è una una breve presentazione dei vari protagonisti, oltre alla prefazione di Marco Rizzo.
Leggendo invece la postfazione a fine albo vengo a sapere che l'eroina vietnamita Karma (Xi'an "Shan" Coy Manh), protagonista di una delle storie, è lesbica; tanto per ribadire come nella Marvel ultimamente non abbiano problemi a presentare personaggi omosessuali: chapeau!
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Fumetto
sabato 16 febbraio 2013
Passi avanti e passi indietro
Credo siano note a tutti le ultime notizie riguardanti i matrimoni gay in paesi come la Francia e la Gran Bretagna: in entrambi i paesi - non senza una dura opposizione - si è arrivati alle prime approvazioni parlamentari di leggi che estendono i diritti del matrimonio e dell'adozione anche alle coppie gay (mancano le conferme da parte di altri organi del parlamento). Da anni in entrambe queste nazioni vigeva una sorta di unione civile con alcuni diritti (certamente più di quelli che erano paventati in timide proposte di legge pensate anche qua in Italia, e di cui non si è comunque fatto più nulla), senza peraltro che l'istituto sociale del matrimonio etero ne fosse debilitato, mi pare (non più di prima, almeno; e se lo è da decenni è per colpa degli etero stessi).
L'estensione degli stessi diritti a etero e omosessuali significa un depotenziamento della discriminazione, sia a livello pratico che culturale e sociale. La forte carica simbolica del matrimonio (checché ne pensino anche i contrari all'istituto) tende a far vedere con occhi diversi chi non potrebbe mai arrivare (per forza di cose) a poterlo celebrare: è già una differenza che sembra rendere meno importanti le unioni tra omosessuali (e sto parlando di chi non è omofobo, o non vorrebbe esserlo: per gli altri il discorso è più complesso e spesso non c'è niente da fare, tanto è il lavaggio del cervello operato da religioni varie e tradizioni ultra-patriarcali).
Un interessante articolo di Alex Ross è uscito sul numero 986 di Internazionale (non più in edicola, ma acquistabile e scaricabile anche in pdf): viene ripercorso il lungo cammino che ha portato la comunità gay al raggiungimento dell'istituto del matrimonio in diversi paesi del mondo (noi ce lo possiamo scordare, non credo che in vita mia vedrò mai un passo avanti di questo genere - non finché non si ridimensionerà seriamente l'influenza del Vaticano).
Ross cita anche diversi intellettuali gay contrari al matrimonio (sia gay che etero), in special modo Halperin e Michael Warner, i quali rimpiangono "l'essenza bohémienne dell'omosessualità", come se i gay dovessero essere tutti fatti allo stesso modo. Non tutti i gay ameranno sposarsi, ma quelli che lo vogliono dovrebbero averne il diritto, almeno finché esisterà questa istituzione e finché sarà così fondamentale all'interno delle nostre società.
La visibilità di persone famose aiuta a cambiare la percezione dell'omosessualità, ne sono convinta; il coming out di Jodie Foster (che nell'ambiente omosessuale non ha sorpreso nessuno) è solo l'ultimo di una serie - e fatto persino troppo tardi, dimostrando che anche per certe persone non è mai facile fare questo passo, e di solito lo si fa quando ormai si è raggiunta una certa sicurezza sociale ed economica.
Purtroppo le cose non vanno avanti in tutti i paesi del mondo, anzi, in alcuni si va pesantemente indietro: basti pensare alla Russia di Putin dove addirittura sarà anche vietato parlare o "propagandare" l'omosessualità; si può immaginare come vivano gli omosessuali in questa nazione dove l'omofobia viene fomentata addirittura dallo Stato.
In Iran poi continuano le impiccagioni dei gay senza che ci siano grandi proteste da parte degli altri stati: davvero vergognoso...
L'estensione degli stessi diritti a etero e omosessuali significa un depotenziamento della discriminazione, sia a livello pratico che culturale e sociale. La forte carica simbolica del matrimonio (checché ne pensino anche i contrari all'istituto) tende a far vedere con occhi diversi chi non potrebbe mai arrivare (per forza di cose) a poterlo celebrare: è già una differenza che sembra rendere meno importanti le unioni tra omosessuali (e sto parlando di chi non è omofobo, o non vorrebbe esserlo: per gli altri il discorso è più complesso e spesso non c'è niente da fare, tanto è il lavaggio del cervello operato da religioni varie e tradizioni ultra-patriarcali).
Un interessante articolo di Alex Ross è uscito sul numero 986 di Internazionale (non più in edicola, ma acquistabile e scaricabile anche in pdf): viene ripercorso il lungo cammino che ha portato la comunità gay al raggiungimento dell'istituto del matrimonio in diversi paesi del mondo (noi ce lo possiamo scordare, non credo che in vita mia vedrò mai un passo avanti di questo genere - non finché non si ridimensionerà seriamente l'influenza del Vaticano).
Ross cita anche diversi intellettuali gay contrari al matrimonio (sia gay che etero), in special modo Halperin e Michael Warner, i quali rimpiangono "l'essenza bohémienne dell'omosessualità", come se i gay dovessero essere tutti fatti allo stesso modo. Non tutti i gay ameranno sposarsi, ma quelli che lo vogliono dovrebbero averne il diritto, almeno finché esisterà questa istituzione e finché sarà così fondamentale all'interno delle nostre società.
La visibilità di persone famose aiuta a cambiare la percezione dell'omosessualità, ne sono convinta; il coming out di Jodie Foster (che nell'ambiente omosessuale non ha sorpreso nessuno) è solo l'ultimo di una serie - e fatto persino troppo tardi, dimostrando che anche per certe persone non è mai facile fare questo passo, e di solito lo si fa quando ormai si è raggiunta una certa sicurezza sociale ed economica.
Purtroppo le cose non vanno avanti in tutti i paesi del mondo, anzi, in alcuni si va pesantemente indietro: basti pensare alla Russia di Putin dove addirittura sarà anche vietato parlare o "propagandare" l'omosessualità; si può immaginare come vivano gli omosessuali in questa nazione dove l'omofobia viene fomentata addirittura dallo Stato.
In Iran poi continuano le impiccagioni dei gay senza che ci siano grandi proteste da parte degli altri stati: davvero vergognoso...
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martedì 18 settembre 2012
Notizie varie
Ho trovato qui la notizia che la Robin Edizioni lancerà una collana di libri digitali riservata a testi inediti di narrativa lesbica, il tutto a cura di Sarah Sajetti, già autrice del libro "Volevo solo un biglietto del tram". Chi ha un manoscritto nel cassetto può mandarlo in formato word a questo indirizzo: QL2@robinedizioni.it; la stessa Sajetti in questo video invita le donne a non essere timide e assicura che risponderà a tutte.
Sul sito di QueerBlog invece la notizia che a Bologna dal 20 al 23 settembre si svolgerà un festival internazionale del cinema lesbico: Some Prefere Cake.
Io invece continuo la mia vita casalinga e indaffarata ma vorrei segnalare questo libro che ho trovato quasi per caso, entrando per curiosità in una di quelle librerie che vendono centinaia di libri scontati e a metà prezzo: "Vita e cultura gay. Storia universale dell'omosessualità dall'antichità ad oggi" (a cura di Robert Aldrich) è un librone pieno di fotografie e illustrazioni anche poco viste in giro e molto interessanti, ma soprattutto è costituito da saggi scritti da diversi studiosi che prendono in esame un preciso periodo storico o un particolare argomento; nell'insieme quello che viene fuori è un sintetico ma variegato panorama dell'omosessualità lungo i secoli e i continenti.
Nella foto si può leggere l'indice degli articoli e gli autori, si segnalano due autori italiani, Domenico Rizzo e Vincenzo Patanè.
Sul sito di QueerBlog invece la notizia che a Bologna dal 20 al 23 settembre si svolgerà un festival internazionale del cinema lesbico: Some Prefere Cake.Io invece continuo la mia vita casalinga e indaffarata ma vorrei segnalare questo libro che ho trovato quasi per caso, entrando per curiosità in una di quelle librerie che vendono centinaia di libri scontati e a metà prezzo: "Vita e cultura gay. Storia universale dell'omosessualità dall'antichità ad oggi" (a cura di Robert Aldrich) è un librone pieno di fotografie e illustrazioni anche poco viste in giro e molto interessanti, ma soprattutto è costituito da saggi scritti da diversi studiosi che prendono in esame un preciso periodo storico o un particolare argomento; nell'insieme quello che viene fuori è un sintetico ma variegato panorama dell'omosessualità lungo i secoli e i continenti.
Nella foto si può leggere l'indice degli articoli e gli autori, si segnalano due autori italiani, Domenico Rizzo e Vincenzo Patanè.
sabato 30 giugno 2012
Anni 70 in tv: "Non stop"
L'altro giorno qualcuno che conosco ha citato una trasmissione che avevo relegato nell'angolo dei ricordi più lontano: "Non stop" è andata in onda negli anni 1977/79, quando io frequentavo la scuola media.
Per certi versi gli anni settanta televisivi sono stati forse i più interessanti della storia italiana, quando ancora la trasgressione non era volgarità e abitudine. La voglia di una certa libertà di pensiero e la vivacità creativa che in quel momento stava percorrendo la società italiana (con il suo contraltare negativo che fu la stagione del terrorismo, ma che non può in nessun modo offuscare ciò che di positivo certi movimenti portarono nella ingessata società italiana - tra tutti il femminismo) era riuscita a trasparire anche alla Rai, e non solo nei programmi di intrattenimento.
"Non stop" era un varietà che ha presentato dei comici che successivamente avranno un certo successo - basti citare i 3 della Smorfia, i Gatti di Vicolo Miracoli, i Giancattivi, Carlo Verdone, Zuzzurro e Gaspare, Marco Messeri, ecc.
In quegli anni nei media inizia a comparire anche l'argomento dell'omosessualità, in un certo senso in modo più naturale di come avverrà nei decenni successivi.
Nella trasmissione "Non Stop" ad esempio c'era il personaggio di un omosessuale interpretato magistralmente da Ernst Thole (figlio del famoso illustratore Karel Thole, autore delle copertine di tantissimi classici Urania).
Io di questa trasmissione ho ricordi un po' confusi, altalenanti, ma so che mi colpì molto all'epoca il modo un po' surreale e disordinato di presentare personaggi e ambienti - cosa che si può notare anche nel video della sigla del 1979 (notare al minuto 1.41 una specie di clone delcicc uomo sovrappeso di "Lost"…).
Non parlerei di questa trasmissione se non fosse per un particolare che me la fece amare tantissimo all'epoca: la sigla di apertura delle prime puntate (forse fino al 1978, non lo so, perché poi fu sostituita da quella che si può vedere nel secondo video) cantata da Nancy Nova; questa sigla fino a qualche anno fa la si poteva trovare in rete, ma purtroppo è stata tolta, per cui il video che qui vedete ripropone solo l'audio e il fotogramma fisso del 45 giri.
Per quel che ricordo c'era una donna che mi sembrava più magra e diversa dalla cantante titolare della sigla "Akiri Non stop" (della cui surrealtà non voglio neanche parlare), ma è possibile che i miei ricordi siano del tutto falsati dal passare del tempo e soprattutto dall'emozione che mi procurava sentire ogni settimana quella canzone - e vedere quella donna che si aggirava sensualmente su un finto ring di pugilato (almeno a me sembra di ricordare così!).
Quello che mi procurò i primi turbamenti sessuali fu la particolare intonazione di voce di questa cantante (mai più ascoltata in seguito fino a pochi giorni fa, grazie a Youtube): le vie che ci portano a costruire il nostro percorso sentimentale-affettivo sono infinite e spesso bizzarre. A distanza di più di 30 anni riascoltando quella canzone sono stata riportata istantaneamente davanti alla me stessa adolescente, ignara, sola, ingenua e spaventata: cosa significavano quei sentimenti che mi ribollivano dentro mentre ascoltavo quella assurda canzone? Perché aspettavo con ansia il giorno in cui l'avrei rivista e riascoltata?
Il corto circuito tra quello che ero allora e quello che sono adesso e la constatazione di una ferita mai chiusa - ma solo sepolta in profondità mai troppo abissali - mi ha procurato una commozione inattesa, un senso di tenerezza durante questo momento di sdoppiamento e sfasamento temporale: ero la ragazzina del 1978, e nello stesso tempo la signora del 2012 che guarda da lontano se stessa, una se stessa che non è possibile aiutare - non più (aiutare a non essere spaventata da quei sentimenti e a viverli normalmente - ci tengo a precisare).
P.S: Lo so, ho scritto più post nell'ultima settimana che nell'ultimo anno, quasi, ma si tratta di un caso - l'occasione di un ricordo così intenso è abbastanza raro.
Per certi versi gli anni settanta televisivi sono stati forse i più interessanti della storia italiana, quando ancora la trasgressione non era volgarità e abitudine. La voglia di una certa libertà di pensiero e la vivacità creativa che in quel momento stava percorrendo la società italiana (con il suo contraltare negativo che fu la stagione del terrorismo, ma che non può in nessun modo offuscare ciò che di positivo certi movimenti portarono nella ingessata società italiana - tra tutti il femminismo) era riuscita a trasparire anche alla Rai, e non solo nei programmi di intrattenimento.
"Non stop" era un varietà che ha presentato dei comici che successivamente avranno un certo successo - basti citare i 3 della Smorfia, i Gatti di Vicolo Miracoli, i Giancattivi, Carlo Verdone, Zuzzurro e Gaspare, Marco Messeri, ecc.
In quegli anni nei media inizia a comparire anche l'argomento dell'omosessualità, in un certo senso in modo più naturale di come avverrà nei decenni successivi.
Nella trasmissione "Non Stop" ad esempio c'era il personaggio di un omosessuale interpretato magistralmente da Ernst Thole (figlio del famoso illustratore Karel Thole, autore delle copertine di tantissimi classici Urania).
Io di questa trasmissione ho ricordi un po' confusi, altalenanti, ma so che mi colpì molto all'epoca il modo un po' surreale e disordinato di presentare personaggi e ambienti - cosa che si può notare anche nel video della sigla del 1979 (notare al minuto 1.41 una specie di clone del
Non parlerei di questa trasmissione se non fosse per un particolare che me la fece amare tantissimo all'epoca: la sigla di apertura delle prime puntate (forse fino al 1978, non lo so, perché poi fu sostituita da quella che si può vedere nel secondo video) cantata da Nancy Nova; questa sigla fino a qualche anno fa la si poteva trovare in rete, ma purtroppo è stata tolta, per cui il video che qui vedete ripropone solo l'audio e il fotogramma fisso del 45 giri.
Per quel che ricordo c'era una donna che mi sembrava più magra e diversa dalla cantante titolare della sigla "Akiri Non stop" (della cui surrealtà non voglio neanche parlare), ma è possibile che i miei ricordi siano del tutto falsati dal passare del tempo e soprattutto dall'emozione che mi procurava sentire ogni settimana quella canzone - e vedere quella donna che si aggirava sensualmente su un finto ring di pugilato (almeno a me sembra di ricordare così!).
Quello che mi procurò i primi turbamenti sessuali fu la particolare intonazione di voce di questa cantante (mai più ascoltata in seguito fino a pochi giorni fa, grazie a Youtube): le vie che ci portano a costruire il nostro percorso sentimentale-affettivo sono infinite e spesso bizzarre. A distanza di più di 30 anni riascoltando quella canzone sono stata riportata istantaneamente davanti alla me stessa adolescente, ignara, sola, ingenua e spaventata: cosa significavano quei sentimenti che mi ribollivano dentro mentre ascoltavo quella assurda canzone? Perché aspettavo con ansia il giorno in cui l'avrei rivista e riascoltata?
Il corto circuito tra quello che ero allora e quello che sono adesso e la constatazione di una ferita mai chiusa - ma solo sepolta in profondità mai troppo abissali - mi ha procurato una commozione inattesa, un senso di tenerezza durante questo momento di sdoppiamento e sfasamento temporale: ero la ragazzina del 1978, e nello stesso tempo la signora del 2012 che guarda da lontano se stessa, una se stessa che non è possibile aiutare - non più (aiutare a non essere spaventata da quei sentimenti e a viverli normalmente - ci tengo a precisare).
P.S: Lo so, ho scritto più post nell'ultima settimana che nell'ultimo anno, quasi, ma si tratta di un caso - l'occasione di un ricordo così intenso è abbastanza raro.
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Amori giovanili
venerdì 22 giugno 2012
Post variegato
Purtroppo non potrò scrivere più in maniera assidua come prima (che era già poco) su questo blog, impegni di lavoro a lungo termine mi impediscono di potermi dedicare alla scrittura dei post.
Tuttavia non mi sento di abbandonare del tutto questo angolo tranquillo, per cui quando potrò verrò qui a scrivere qualcosa, magari dando delle indicazioni veloci su cose che ho visto in giro.
Qualche mese fa ad esempio ho visto il film "Albert Nobbs" interpretato (e anche parzialmente prodotto e scritto) da Glenn Close, la quale si è calata senza remore nella parte di un uomo - o meglio, di una donna che per anni ha vissuto da uomo nella Dublino di fine XIX° secolo.
Il film è tratto da un racconto di George Moore, e la Close aveva interpretato anni prima il personaggio di Nobbs in teatro - segno del suo profondo interesse per la storia.
Avrei voluto accostare l'analisi di questo film a quella di un altro film molto diverso, "Tomboy", e poi prendere spunto dalle tematiche qui affrontate per parlare di trasgenderismo e identità sessuale: un argomento da niente! Inutile dire che per adesso non ho il tempo di scrivere il post, ma intanto posso consigliare la visione di questi due film.
A proposito di film oggi è iniziato il FestivalMix di Milano, a cui di solito cerco di andare per più giornate possibili; quest'anno non posso far altro che saltare la manifestazione, cosa che mi dispiace moltissimo. Sfogliando il programma ho notato diversi film interessanti - pazienza, spero di poter recuperare qualche film in dvd, anche se è difficilissimo che ciò avvenga.
Oggi è anche il 100° anniversario della nascita di Alan Turing, il genio che contribuì alla decifrazione dei codici della macchina Enigma usata dai nazisti, e questo permise di accorciare la durata della seconda guerra mondiale; non solo, gli studi di Turing sono alla base dell'invenzione del computer - ed è inutile dire quanto ciò sia stato importante per lo sviluppo della moderna società tecnologica.
Se non conoscete nulla di lui leggete qualche biografia, come ad esempio quella di David Leavitt: conoscerete anche come Turing sia stato perseguitato e torturato per la sua omosessualità (anche se è stato un pretesto - si temeva che potesse rivelare segreti di stato - il modo con cui lo hanno costretto alla castrazione chimica è ignobile e crudele), e di come si sia ucciso a soli 41 anni, probabilmente per quello che era stato costretto a subire.
Intanto mentre all'estero aumentano gli stati che hanno concesso la possibilità del matrimonio omosessuale nel loro ordinamento (e mentre Obama si dice pubblicamente favorevole) noi abbiamo persone-associazioni-cattolici vari che si imbizzarriscono anche solo a ventilare la possibilità di un registro delle unioni civili (che non vale praticamente una cippa all'atto pratico).
Continuiamo così, a braccetto con gli stati più medievali, misogini e omofobi del mondo...
Tuttavia non mi sento di abbandonare del tutto questo angolo tranquillo, per cui quando potrò verrò qui a scrivere qualcosa, magari dando delle indicazioni veloci su cose che ho visto in giro.
Qualche mese fa ad esempio ho visto il film "Albert Nobbs" interpretato (e anche parzialmente prodotto e scritto) da Glenn Close, la quale si è calata senza remore nella parte di un uomo - o meglio, di una donna che per anni ha vissuto da uomo nella Dublino di fine XIX° secolo.
Il film è tratto da un racconto di George Moore, e la Close aveva interpretato anni prima il personaggio di Nobbs in teatro - segno del suo profondo interesse per la storia.
Avrei voluto accostare l'analisi di questo film a quella di un altro film molto diverso, "Tomboy", e poi prendere spunto dalle tematiche qui affrontate per parlare di trasgenderismo e identità sessuale: un argomento da niente! Inutile dire che per adesso non ho il tempo di scrivere il post, ma intanto posso consigliare la visione di questi due film.
A proposito di film oggi è iniziato il FestivalMix di Milano, a cui di solito cerco di andare per più giornate possibili; quest'anno non posso far altro che saltare la manifestazione, cosa che mi dispiace moltissimo. Sfogliando il programma ho notato diversi film interessanti - pazienza, spero di poter recuperare qualche film in dvd, anche se è difficilissimo che ciò avvenga.
Oggi è anche il 100° anniversario della nascita di Alan Turing, il genio che contribuì alla decifrazione dei codici della macchina Enigma usata dai nazisti, e questo permise di accorciare la durata della seconda guerra mondiale; non solo, gli studi di Turing sono alla base dell'invenzione del computer - ed è inutile dire quanto ciò sia stato importante per lo sviluppo della moderna società tecnologica.
Se non conoscete nulla di lui leggete qualche biografia, come ad esempio quella di David Leavitt: conoscerete anche come Turing sia stato perseguitato e torturato per la sua omosessualità (anche se è stato un pretesto - si temeva che potesse rivelare segreti di stato - il modo con cui lo hanno costretto alla castrazione chimica è ignobile e crudele), e di come si sia ucciso a soli 41 anni, probabilmente per quello che era stato costretto a subire.
Intanto mentre all'estero aumentano gli stati che hanno concesso la possibilità del matrimonio omosessuale nel loro ordinamento (e mentre Obama si dice pubblicamente favorevole) noi abbiamo persone-associazioni-cattolici vari che si imbizzarriscono anche solo a ventilare la possibilità di un registro delle unioni civili (che non vale praticamente una cippa all'atto pratico).
Continuiamo così, a braccetto con gli stati più medievali, misogini e omofobi del mondo...
mercoledì 28 dicembre 2011
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